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Il nostro rally

La premessa è quella di un racconto su come noi di Motardica abbiamo vissuto il nostro primo rally, non vogliamo farvi un resoconto della gara, ma farvi immedesimare in noi e farvi rivivere le nostre esperienze.
Tutto comincia con un giro nella bellissima Alghero, che per diversi giorni si trasforma in un grande paddock. Si respira subito un’aria internazionale. Siamo su un’isola molto semplice, con pochi mezzi pubblici per raggiungerla e per girarla, ma, nonostante ciò, sono giunti spettatori da svariate parti dell’Italia e del mondo, Spagna, Portogallo, Francia, Svezia, Finlandia, ecc.

Poi arrivano i giorni delle prove speciali. Noi cominciamo sabato con la SS15 ad Ardara; 38° previsti, partenza da Alghero per le 9.30 con arrivo previsto per le 10.30, per una prova che inizia intorno alle 12. Sicuri di noi ce la prendiamo con calma, ma una volta arrivati sul posto, scopriamo con dispiacere che la strada che porta alla pista, se così si può definire anche nel rally, è stata chiusa e che quindi ci aspettano diversi km a piedi sotto al sole per raggiungerla. Una volta arrivati cerchiamo la posizione ideale per poter fotografare, e con ulteriore dispiacere scopriamo che il percorso è tempestato di commissari e che non avremo possibilità di muoverci lungo di esso durante la competizione; facendo amicizia con alcuni di loro però, riusciamo ad effettuare qualche minimo spostamento. Evento di nota di questa prova speciale è il sasso lanciato da una WRC che ti colpisce passando a qualche centimetro dall’obiettivo della tua fotocamera. Dopo quasi due ore, la prova finisce e ci incamminiamo per tornare all’auto, che, vi ricordiamo, avevamo dovuto parcheggiare a diversi km di distanza. Questa camminata, seppur estenuante, ci ha dato un assaggio degli splendidi paesaggi che la Sardegna ha da offrire. Intorno alle 15 arriviamo distrutti ed assetati all’auto che è rimasta costantemente sotto al sole, vi lasciamo immaginare il disagio.
Ci mettiamo in viaggio per la nostra seconda tappa speranzosi che, almeno li, avremmo potuto parcheggiare più vicino alla prova; ma, una volta arrivati ad Alà dei Sardi c’è ad accoglierci un ingorgo di auto e persone dedite a lamentarsi con le autorità… ci aspettavano oltre 6km di camminata in salita per raggiungere i monti. Monti tappezzati di maestose e tecnologiche pale eoliche, che rendevano il paesaggio molto suggestivo. Durante la nostra camminata abbiamo cercato molte volte di rimediare un passaggio dalle auto che, chissà per quale motivo, avevano ottenuto la possibilità di salire nonostante non disponessero di un pass; inutile dirlo, sono stati tentativi inutili. Per fortuna la fatica dell’arrampicata veniva contrastata dai bellissimi paesaggi che il percorso ci offriva, ogni 5 passi ci si fermava per scattare una foto.
Forse per il karma che aveva fatto cilecca nella prova precedente, o chissà per quale altro motivo, anche questa prova è stata caratterizza da un sasso; questa volta la vittima è stata la gopro, che si è salvata grazie alla resistente cover (visibili i segni su di essa). Abbiamo in oltre avuto un assaggio degli spinosi rovi che dominano i campi sardi, inconsapevoli di quello che ci aspettava il giorno seguente. Finita anche questa prova speciale, stanchi e disidratati abbiamo disperatamente cercato qualche buon anima che ci portasse a valle, e dopo vari rifiuti, un gruppo di finlandesi (si suppone ausiliari di Latvala) si è offerto di darci un passaggio; in cambio noi, abbiamo dovuto consigliargli un ristorante di Alghero dove si potesse mangiare una buona bistecca.
Dubbiosi abbiamo deciso di recarci alla nostra ultima tappa del giorno, ed anche ci è stata sbarrata la strada. Ma questa volta, data anche la tarda ora e l’immettente inizio della prova speciale, abbiamo deciso di non camminare per altri 3km; siamo tornati ad Alghero, con l’intenzione di fare una passeggiata ai paddock durante la sera.

Dopo 5 ore scarse di sonno, ci alziamo all’alba per andare con largo anticipo alla prima prova speciale della domenica, così da poterci avvicinare il più possibile al percorso della prova… Indovinate?
Oltre alla strada chiusa, ci aspettava un’ulteriore e sgradevole sorpresa: l’accesso al percorso era chiuso! Tutto il pubblico è stato rilegato in un campo, utilizzato come deposito di tubi da una miniera. Delusi dai pochi spunti fotografici e pochi punti di ripresa che offriva la location, decidiamo di seguire solo il passaggio delle prime auto per poi incamminarci subito verso l’auto in proiezione della nostra ultima prova speciale. Ed è qua che comincia il bello. Non possiamo ovviamente tornare passando dalla strada fatta all’andata in quanto ci stanno correndo le WRC, quindi la nostra alternativa è quella di raggiungere la meta passando dai campi. Campi di rovi e piante con spine. Ci incamminiamo in mezzo agli aghi seguendo un “sentiero” formatosi dal passaggio della gente che era passata prima di noi; ma a noi non piacciono le cose semplici, quindi decidiamo di perderci. Un po’ preoccupati ci ritroviamo a scavalcare diverse reti con filo spinato; conoscendo l’ospitalità dei contadini sardi, decidiamo di darci una mossa non curandoci più delle spine che ci graffiavano le gambe. Fortunatamente, dopo mezz’ora di vagabondaggio, troviamo la strada percorsa all’andata e, con gli stinchi ed i calzini pieni di sangue, ci incamminiamo alla macchina.

Ci manca solo l’ultima prova, la Power Stage di Cala Flumini. Le aspettative sono altissime, una prova importante in un paesaggio molto suggestivo: una strada su delle colline che culminano con un netto dislivello sul mare. Ovviamente, anche per raggiungere questa prova, speravamo di non dover camminare molto. Stolti. Due colline, da salire e poi riscendere; una delle camminate più lunghe della nostra vita. Nonostante la lunghezza è stata una camminata molto semplice, la nostra mente era distratta da quel luogo mozzafiato che stavamo per raggiungere.
Questa volta la prova speciale è filata liscia, nessun sasso e una bellissima location dalla quale godersi il passaggio delle auto; certo, abbiamo mangiato moltissima terra, ma fa parte del gioco.
Dopo un’ora decidiamo di andarcene così da poter tornare ad Alghero per assistere alle premiazioni. Ovviamente, stesso problema del mattino, non potevamo tornare alla macchina passando dalla “strada principale”; quindi siamo scesi da una collina passando per i soliti campi pieni di rovi e spine, il problema è che in questi campi la densità dei rovi era doppia. Durante la nostra agopuntura abbiamo avuto, però, la fortuna di incontrare due docili e simpatici bovini selvatici, anche se il fatto che avessero le corna ha fatto scappare uno di noi.
Sulla camminata del ritorno, una volta tornati sulla strada asfaltata, abbiamo, per gioco, tentato di fare l’autostop alle auto WRC che avevano finito la prova speciale ed erano in trasferimento verso Alghero, rimediando qualche saluto dai piloti.
Purtroppo non abbiamo fatto in tempo ad arrivare ad Alghero per il podio e, con grande rammarico, ci siamo persi il tradizionale tuffo in acqua; ci siamo però consolati facendo anche noi un bel tuffo in mare godendoci un po’ di meritato riposo.

Mirko, Motardica

*In questo articolo abbiamo nominato frequentemente i suggestivi e bellissimi paesaggi che l’entroterra sardo ci regalava; se volete quindi immedesimarvi, ancora di più, nelle nostre camminate e vedere tutti i fantastici luoghi che ci hanno accompagnato, troverete tutte le foto sulla nostra pagina Facebook The Whiskey Studio

 

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Posted: febbraio 17, 2017

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